Febbraio 2012
9 post
3 massimo
Il boccon della creanza
Il boccon della creanza (dicono anche: della vergogna) è quel molto o poco o pochissimo che si lascia nel piatto, quand’uno è a mangiare a casa degli altri, perchè non è creanza finir tutto. Colla fame piuttosto bisogna rimanere, ma il boccone della creanza va lasciato! Se no, uno parrebbe troppo lupo, che non avesse mai visto grazia di Dio; o piuttosto parrebbe che non avessero fatto roba...
Feb 21
3 massimo
La responsabilità degli intellettuali
Gli intellettuali, non riuscendo a scorgere le basi oggettive della loro stessa esistenza sociale, diventano sempre piú vittime della feticizzazione dei problemi sociali e, attraverso questa, vittime indifese di qualsiasi demagogia sociale. Sarebbe facile citare esempi. Ne ricordo solo alcuni fra i piú essenziali. In primo luogo la feticizzazione della democrazia. Cioè, non ci si chiede mai:...
Feb 20
3 massimo
Aforismi
Se scuoti un aforisma ne cade fuori una bugia e ti avanza una banalità. A. Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, Milano, Rizzoli, 2002 [trad. C. Groff]
Feb 19
3 massimo
Spiritosi
Quando si sta per morire è terribile ricordare d’aver ingiuriato qualcuno. Anche gl’insegnanti, a scuola, li coprivo d’insulti e su un busto di Cicerone ho scritto “merda”; un’idiozia, ero ancora giovane ma sapevo ch’era una cosa stupida e cattiva, eppure l’ho fatta perché sapevo che gli altri avrebbero riso, solo per questo l’ho fatto, perché volevo che gli altri ridessero...
Feb 19
1 nota
2 massimo
I diritti dei poveri
Sia Malthus che Ricardo erano convinti che si danneggiano i poveri facendo creder loro che abbiano altri diritti oltre a quelli che possono conquistarsi sul mercato, per esempio il diritto di vivere, perché tali diritti interferiscono con il mercato, l’efficienza e la crescita. Quindi se si cerca di affermare questi diritti alla fine la gente starà solo peggio. E, […] , queste idee...
Feb 18
3 massimo
Letteratura proletaria
Esiste bensì anche una letteratura, dirò così, proletaria più che popolare; ma questa suole essere tanto lontana dal vero, e quasi sempre tanto falsa nella forma, perchè muove da animo troppo spesso non sereno, ma bellicoso, appassionato e parziale, che a me non pare arte, o almeno non la tengo in conto d’arte. I. Nieri, Cento racconti popolari lucchesi [1891-1894], Livorno, Raffaello...
Feb 15
1 nota
3 massimo
Leggere il meglio
«Mentre la gente» dice Schopenhauer «invece del meglio di tutti i tempi, legge sempre e soltanto le ultime novità, il secolo sprofonda sempre di più nel proprio sterco. La novità è raramente buona, e il buono resta novità per poco tempo.» C. Fruttero e F. Lucentini, La prevalenza del cretino, Milano, Mondadori, 1985
Feb 12
1 nota
2 massimo
Obblighi
L’obbligo di allietare il nostro prossimo è sempre in agguato. Vietato essere noiosi! A. Bennett, Una vita come le altre [2009], Milano, Adelphi, 2010 [Trad. M. Gini]
Feb 4
2 massimo
Uno scrittore vero
“…Tell me, are you a real writer?” “It depends on what you mean by real.” “Well, darling, does anyone buy what you write?” “Not yet.” “…E dimmi, sei uno scrittore vero?” “Dipende da cosa intendi per vero.” “Beh, caro, qualcuno compra quello che scrivi?” “Ancora no.” T....
Feb 2
Gennaio 2012
18 post
4 massimo
Gen 29
3 massimo
Giocando con la cultura
Parlando dell’elemento ludico della cultura, non intendiamo dire che fra le varie attività della vita culturale i giochi occupino un posto importante, e neppure che la cultura provenga dal gioco per un processo di evoluzione, di modo che ciò che in origine era gioco sia passato più  tardi in qualcosa che non sia più gioco e che possa  portare il nome di cultura. H. Huizinga, Homo Ludens [1938],...
Gen 27
3 massimo
Valere qualcosa
Chi, si tratti di fanciullo o di adulto, vuole valere qualcosa per gli altri, pretende che non gli si rivolgano ordini, ma che si ragioni con lui, che ci si preoccupi delle sue reazioni, che lo si consideri come il membro di una società più o meno egualitaria. C. Perelman, L. Olbrechts-Tyteca, Trattato dell’argomentazione [1958], Torino, Einaudi, 1966
Gen 25
3 massimo
Polvere alla polvere
Next to persecutors, if I may distinguish them, are those neglectors, irreverent of careless handlers, bullies of books, who are not far behind them as destroyers. Swift compared libraries to cemeteries and as some authorities affirm that a spirit hovers over the monuments of the dead till the bodies are corrupted and turned in dust, so he believed a like restless spirit haunted every book till...
Gen 23
1 tag
Impressioni imitative
Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull’assorbimento imitativo che avviene durante l’infanzia. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo comportamento si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da...
Gen 22
1 tag
Sono un ignorante
E poi, in fondo, diciamo proprio tutta la seccante verità: sono un ignorante! Ho frugato dappertutto, ho rimescolato ogni cosa, ho sfiorato e annusato il conoscibile, ho battuto il capo contro l’inconoscibile ma non ho approfondito mai nulla. Non c’è dottrina, arte, filosofia in cui possa dire d’esser veramente despota assoluto. Non ho una mia specialità; non ho un campo, sia pur...
Gen 21
4 massimo
La Pazzia
Un altro libro ebbe un grand’effetto sulla mia mente d’allora — e perciò di sempre: l’Elogio della Pazzia di Erasmo da Rotterdam. Ce n’era in casa  un’edizione italiana colle secche e spiritose figurine incise da Holbein e lo lessi più volte con gusto indescrivibile. Debbo, forse, ad Erasmo la mia passione per le tesi assurde e i pensieri non comuni e il...
Gen 20
8 note
2 massimo
Un caso di disonore
Che cosa è “Lord Jim”? E’ la storia di un caso di disonore. Certo, le questioni di onore erano state già più volte descritte nella narrativa europea; ma per capire che cosa sia “Lord Jim” bisogna ricordare che per Joseph Conrad l’onore non era un valore tra i tanti, era il valore per eccellenza, il valore dei valori. A. Moravia, nell’introduzione a Lord...
Gen 18
21 note
2 massimo
Raccontarsi
… gli uomini non si raccontano, e se lo fanno è per nascondersi, non per rivelarsi. A. Molesini, Non tutti i bastardi sono di Vienna, Palermo, Sellerio editore, 2010
Gen 17
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Autostima
L’autostima, l’autostima, sempre l’autostima, non se ne può più di questa maledetta autostima, diceva mio marito (ex) Jacopo. Gli dava sui nervi la parola, quella velleità psico-scientifica. Ma voi (io e le mie amiche), voi lo direste che Giovanna d’Arco si autostimava? E Giuditta, mentre tagliava la testa di quello là? E Lucrezia Borgia mentre faceva fuori i suoi amanti? C’era una parola che...
Gen 17
1 tag
“«Leggere i russi» è un’esperienza che molti fanno nell’adolescenza, più o meno...”
– Giorgio Manganelli, Antologia privata, Milano, Rizzoli 1989, p. 187 (via bersabea)
Gen 16
24 note
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Fantasticherie
La fantasticheria può essere di tre specie: se si trastulla con il passato è il compiacimento, se gioca col futuro è il desiderio, futile e obbrobriosa occupazione che sradica la forza della volontà; se tenta di impegnare altri nel suo vizio è la bugia disinteressata, la chiacchiera fantastica.  E. Zolla, Storia del Fantasticare, Milano, Bompiani, 1964
Gen 16
5 note
5 massimo
Il tempo - 2
“If you knew Time as well as I do,” said the Hatter, “you wouldn’t talk about wasting it. It’s him.” “I don’t know what you mean,” said Alice. “Of course you don’t!” the Hatter said, tossing his head contemptuously. “I dare say you never even spoke to Time!” “Perhaps not,” Alice cautiously replied;...
Gen 10
30 note
3 massimo
Il tempo
Che lavoro faticoso, terribile, ammazzare il tempo, sempre quella lancetta dei secondi che corre, corre invisibile al di là dell’orizzonte, continuare a seppellirla sotto un pesante sacco nero e sapere intanto che quella continua a correre, a correre senza pietà… H. Böll, Il treno era in orario [1949], Milano, Mondadori, 1978 [Trad. I. A. Chiusano]
Gen 9
2 massimo
Insolito ed eterno
A story must be exceptional enough to justify its  telling. We storytellers are all Ancient Mariners, and none of us is justified in stopping Wedding Guests (in other words, the hurrying public) unless he has something more unusual to relate than the ordinary experience of every average man and woman. The whole secret of fiction and the drama — in the constructional part — lies in the adjustment...
Gen 8
19 note
3 massimo
Gen 6
5 note
2 massimo
La borsa
Ciarlava molto ed era immaginoso specie per affari di Borsa. Parlava della Borsa come se si fosse trattato di una sola persona ch’egli descriveva trepidante per una minaccia o addormentata nell’inerzia e con una faccia che sapeva ridere e anche piangere. Egli la vedeva salire la scala dei corsi ballando o scenderne a rischio di precipitare, eppoi l’ammirava come accarezzava un...
Gen 5
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I ladri
Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento, fece vacanza e bei fuochi d’artifizio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto del loro governo riaffermarono il diritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: «Il furto è una proprietà». Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un...
Gen 2
3 note
Dicembre 2011
22 post
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I suoni dei 'media'
Ora striduli ora soporiferi, i media penetrano a forza nella comune, nel villaggio, nell’azienda, nella scuola. I suoni prodotti dagli autori e dagli annunciatori di testi programmati stravolgono di giorno in giorno le parole della lingua viva facendone tanti blocchi di frasario per messaggi prefabbricati. Oggi solo chi è tagliato fuori dal mondo oppure l’anticonformista ricco e ben...
Dic 28
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La povertà
… a tavola non bisogna inghiottire l’ultimo boccone o vuotare il bicchiere  fino in fondo. Altrimenti ci si rende sospetti di povertà. T. Adorno, Minima Moralia [1951], Torino, Giulio Einaudi editore,1996 
Dic 27
6 note
4 massimo
Gli intellettuali e i potenti
Non c’è nulla di sorprendente nel fatto che le relazioni con i potenti esercitino una grande attrazione sugli intelIettuali. L’utilità reale o apparente che possono trarre da un tale commercio è facile a prevedersi, mentre gli inconvenienti non possono essere conosciuti se non con la pratica di questo stesso commercio. Tale è la miseria dell’amor proprio: benché riceva spesso profonde ferite da...
Dic 26
1 nota
4 massimo
Un libro per analfabeti
Tornando a Ulysses: non mi pare che da noi sia stato notato, finora. E’ una grossa macchina di circa settecento pagine in ottavo; stampato in Francia, come i libri precedenti furono stampati (ma anche perseguitati) agli Stati Uniti, pel motivo che in Inghilterra li consideravano immorali. Lo vendono al prezzo di trecento franchi francesi; e questo finisce di spiegare perché da noi nessuno ne...
Dic 25
19 note
Dic 24
1 nota
2 massimo
Gli autori antichi
Leggete gli autori antichi, perché da loro deriva anche oggi quello che scrivete in italiano. Anche oggi li comprendiamo poco, ma può darsi che domani gli italiani non li capiscano più. Ci sarà forse in Italia una lingua come oggi è il Iatino: da Dante a Montale, e per quest’ultimo dovete già adoperare il dizionario. G. Prezzolini, Storia tascabile della letteratura italiana [1976],...
Dic 24
2 massimo
Le persone qualunque
Quanto a lui [Adamsberg], venticinque anni di polizia gli avevano insegnato a temere le persone qualunque e a tendere la mano ai giganti e ai deformi che, sin dall’infanzia, hanno imparato a starsene buoni buoni per essere lasciati in pace. Le persone qualunque non hanno questa saggezza, non se ne stanno buone buone. F. Vargas, L’uomo a rovescio [1999] in La trilogia Adamsberg,...
Dic 22
9 note
2 massimo
Non rinnegare
“Ce ne frega una sega, Sol, della patria. Uno nasce dove nasce. Ma fai in modo da non rinnegare i tuoi vecchi, che altrimenti finisci nella merda. E’ rinnegare che non va bene. Rinnegare, disconoscere, disprezzare è roba per gente inacidita, per bulletti che si mettono in testa di essersi creati da soli senza nessuno prima di loro. Gli stronzi, insomma.” F. Vargas, L’uomo...
Dic 21
3 note
4 massimo
L'orologio
A machine of great moral value to man, allaying his concern for the future by reminding him what a lot of time remains to him. A busy man complained one day: “I get no time!”  ”What’s that you say?” Cried out his friend, a lazy quiz; “You have, sir, all the time there is. There’s plenty, too, and don’t you doubt it — We’re never for...
Dic 20
10 note
2 massimo
Dic 18
3 massimo
I bravi maestri
… optimus quisque praeceptor frequentia gaudet ac maiore se theatro dignum putat. … ogni bravo docente si compiace di avere tanti discenti e pensa di esser degno di un più vasto pubblico. Quintiliano, Institutio Oratoria, [90 d.C. ca.] Liber I, versione online. [La traduzione è mia]
Dic 17
2 note
7 massimo
Dic 15
6 note
2 massimo
La miseria
L’animo umano è turbato, più che da ogni altra cosa, dalla miseria, cioè, dalla mancanza delle cose necessarie a conservare la vita e la dignità. Sebbene nessuno ignori che le ricchezze si procurano con l’industria, e si conservano con la parsimonia, nondimeno tutti i poveri sono soliti gettare la colpa, invece che sulla propria pigrizia e prodigalità, sul governo dello Stato, come se...
Dic 14
2 massimo
Perché esistiamo?
Non perdiamoci nell’infinito: non siamo fatti per averne la benché minima idea; ci è assolutamente impossibile risalire all’origine delle cose. D’altra parte, per la nostra tranquillità è indifferente che la materia sia eterna o che sia stata creata, che ci sia o che non ci sia un Dio. Che follia tormentarsi tanto per ciò che ci è impossibile conoscere e che, d’altronde,...
Dic 13
3 massimo
Uccidere i libri
Who kills a man kills a reasonable creature, God’s image; but he who destroys a good book, kills reason itself, kills the image of God, as it were in the eye. Many a man lives a burden to the earth; but a good book is the precious lifeblood of a master spirit, embalmed and treasured up on purpose to a life beyond life. . Chi uccide un uomo uccide una creatura raziocinante, immagine di Dio;...
Dic 12
12 note
5 massimo
Conformatevi
In presenza di un livello di vita via via più elevato, il non conformarsi al sistema sembra essere socialmente inutile, tanto più quando la cosa comporta tangibili svantaggi economici e politici e pone in pericolo il fluido operare dell’insieme. H. Marcuse, L’uomo a una dimensione [1964], Torino, Einaudi 1971 [trad. L. Gallino e T. Giani Gallino]
Dic 11
17 note
2 massimo
I miei libri
Mai prestare libri - nessuno ve li riporta mai; i soli libri che ho nella mia biblioteca sono quelli che qualcuno mi ha prestato. A. France (a memoria…)
Dic 9
2 massimo
Un lettore poco comune
Un florilegio di citazioni da un libro di gradevole lettura. What she was finding also was how one book led to another, doors kept opening wherever she turned and the days weren’t long enough for the reading she wanted to do. Stava anche imparando come un libro portasse a un altro, porte lasciate aperte ovunque si voltasse e le giornate non erano abbastanza lunghe per leggere quello che...
Dic 9
Dic 7
2 massimo
L'onnipresente
Non si percepisce ciò che è onnipresente. Nulla è più comune dell’esperienza della lettura, e nulla è più ignorato. Leggere è una cosa talmente ovvia che a prima vista sembra non ci sia nulla da dirne. T. Todorov, I generi del discorso [1978], Firenze, La Nuova Italia Editrice, 2002 [trad. M. Botto] 
Dic 7
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“‎Il parlare, e molto più lo scrivere di sé stesso, nasce senza alcun dubbio dal...”
– Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso (via dehumanitate)
Dic 4
7 note
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Una volta iniziato
Once I start a book I finish it. That was the way one was brought up. Books, bread and butter, mashed potato—one finishes what’s on one’s plate. That’s always been my philosophy. Una volta che inizio un libro lo finisco. E’ così che si veniva educati. Libri, pane e burro, purè di patate - si finisce quello che si ha nel piatto. Questa è stata sempre la mia filosofia. A. Bennett, The...
Dic 1
Novembre 2011
9 post
3 massimo
Non siamo felici
Ridiamo e scherziamo volentieri, ma siamo troppo intelligenti per essere felici. errebi, Natale 2010, su Scrivolo
Nov 29
8 note