Libriaco

Gen 16 2012
«Leggere i russi» è un’esperienza che molti fanno nell’adolescenza, più o meno al tempo delle sigarette e dei primi, sani desideri di scappare di casa e andare a fare il mozzo. Di questi desideri i «russi» sono i più tenaci, e se poche sono le possibilità che ci si dedichi a correre lungo i moli in cerca di un brigantino, assai minori sono quelle di liberarsi di un Dostoevskij una volta che vi è entrato nel sangue. Ma non è solo lui; non esistono disintossicanti per Gogol, ed è molto più facile dimenticare il numero del telefono del primo amore, che la prima lettura della Sonata a Kreutzer di Tolstoj, o della Steppa di Cechov. Così accade che, periodicamente, nella vita, veniamo accolti da un attacco di «leggere i russi».
Giorgio Manganelli, Antologia privata, Milano, Rizzoli 1989, p. 187 (via bersabea)

(Fonte: paolonori.it, via bersabea)

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    Giorgio Manganelli, Antologia privata, Milano, Rizzoli 1989, p. 187
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  5. postato da bersabea
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