Libriaco

Feb 20 2012

La responsabilità degli intellettuali

Gli intellettuali, non riuscendo a scorgere le basi oggettive della loro stessa esistenza sociale, diventano sempre piú vittime della feticizzazione dei problemi sociali e, attraverso questa, vittime indifese di qualsiasi demagogia sociale.
Sarebbe facile citare esempi. Ne ricordo solo alcuni fra i piú essenziali. In primo luogo la feticizzazione della democrazia. Cioè, non ci si chiede mai: democrazia per chi e con esclusione di chi?
Non ci si chiede mai quale sia il vero contenuto sociale di una democrazia concreta e non ponendosi queste domande si offre uno dei più solidi appoggi al neofascismo che ora si prepara.
C’è poi la feticizzazione del desiderio di pace dei popoli, espressa per lo piú in forna di pacifismo astratto, nel quale il desiderio di pace non solo è degradato al livello della passività, ma diventa addirittura la parola d’ordine dell’amnistia per i criminali di guerra fascisti e facilita quindi la preparazione di una nuova guerra. C’è ancora una felicizzazione della nazione. Dietro questa facciata scompaiono le differenze tra i legittimi interessi vitali nazionali di un popolo e le tendenze aggressive dello sciovinismo imperialista.

Da: Sulla responsabilità degli intellettuali (1948), [trad. F. Codino], in: G. Lukács, Marxismo e politica culturale, Torino, Einaudi, 1977

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