Ago 16 2011

La setta segreta degli shandysti

Durante i combattimenti intorno a Bapaume avevo con me nel portacarte un’edizione tascabile del Tristram Shandy, e la tenevo fra le mie cose anche quando eravamo attestati dinanzi a Favreuil. Poiché ci facevano restare in attesa, accanto alle postazioni d’artiglieria collocate in quota, dalla mattina fino al tardo pomeriggio, la vita divenne presto davvero noiosa, benché la situazione non fosse priva di pericoli. Cominciai dunque a sfogliarlo, e la complicata melodia, punteggiata da svariati effetti di luce, s’intrecciò presto, come una recondita voce d’accompagnamento, con le circostanze esterne, in un’armonia chiaroscurale. Avevo letto alcuni capitoli, fra molte interruzioni, quando finalmente ricevemmo l’ordine di attaccare; riposi di nuovo il libro, e già al tramonto giacevo sulla branda, con una ferita.
All’ospedale militare ripresi il filo, come se tutto ciò che era accaduto nel frattempo fosse soltanto un sogno, o come se appartenesse alla trama del libro, quasi che vi si fosse inserita una particolare forza spirituale. Presi la morfina, e continuai a leggere ora desto ora in un mezzo dormiveglia, sicché molteplici stati d’animo frantumarono e ricomposero incasellandoli in un diverso ordine i mille giochi d’incastro del testo. Accessi di febbre che tentavo di combattere con borgogna e codeina, cannoneggiamentit e bombardamenti sul luogo attraverso il quale già cominciava a fluire la ritirata e in cui talora ci si dimenticava della nostra esistenza, tutto questo accrebbe lo scompiglio, tanto che oggi conservo di quei giorni soltanto il ricordo confuso di un’agitazione per metà sentimentale e per metà violenta in cui non ci si sarebbe più stupiti neppure di un’improvvisa eruzione vulcanica, un’agitazione nella quale il povero Yorick e l’onesto zio Toby erano ancora le figure più familiari fra quelle che mi si presentavano.
Così, in circostanze degne di rispetto, entrai a far parte della setta segreta degli shandysti, alla quale sono rimasto fedele fino ad oggi.


Ernst JüngerIl cuore avventuroso [1938], Guanda, 2001

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  1. postato da libriaco
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