Viaggio nel passato
Tutte le volte che rivado nel passato, non ci vedo che dolore: le sciagure famigliari, i dissapori avuti, le genia dei parenti pettegoli, l’educazione manchevole, le torture morali patite, le umiliazioni subite, la sensibilità morbosa che ha reso tutto più grave, l’immaginazione catastrofica del futuro, la povertà: e se da queste premesse ricavo alcun presentimento dell’avvenire, nulla mi si fa innanzi di meglio evidente che una conseguenza di tedio e di stanchezza.
C. E. Gadda, Giornale di guerra e di prigionia [1955-1965], Milano, Garzanti, 2002
